Giocare lavorando e...lavorare giocando !

Per questo secondo post del nostro blog mi faccio aiutare da un video, realizzato qualche giorno fa nel nostro centro di Intimiano, per affrontare un tema che a me sta molto a cuore. La mia filosofia, ben nota a chi mi conosce, è basata su un approccio totalmente positivo nel lavoro con il cane: non amo assolutamente le inibizioni, le chiusure...cerco un approccio positivo a 360 gradi nel lavoro con i miei cani e con quelli dei miei clienti. Cani ed umani devono respirare aria piacevole, devono sentirsi supportati, aiutati, compresi. Cerchiamo di stare attenti ad ogni aspetto affinché chi entri nel nostro centro respiri un'aria piacevole, che inviti ad affrontare anche le maggiori difficoltà nel lavoro con il proprio cane con uno spirito collaborativo...vogliamo che le persone imparino a mettersi in gioco, a ridiscutere aspetti della loro relazione con il proprio cane, a cercare di capire il perché di ogni comportamento che il proprio cane esibisce, evitando di limitarsi ad osservare l'aspetto esteriore, magari punendolo, ma andando a fondo...emozioni, percezioni, rappresentazioni mentali, sensazioni...Il video a cui rimando a fine articolo vuole essere esplicativo riguardo a ciò che intendo quando parlo di lavoro positivo: non si tratta di un video tecnico...il cane del filmato, Tex Willer della Brughiera Comasca è il mio Hovawart di cinque anni e mezzo. Abbiamo iniziato a lavorare "seriamente" in Obedience da un mese circa quindi ovviamente gli aspetti tecnici legati alla disciplina sono da migliorare, da perfezionare, da completare. Ma vorrei che lo sguardo di chi osserva non si soffermi a questo: vorrei che colpisse l'energia, l'euforia, il feeling, la voglia di fare di Tex. Stiamo lavorando o stiamo giocando ? Mah...direi entrambi ! Quello che conta è che entrambi ci stiamo divertendo, siamo allegri, felici: costruiamo rapporto lavorando. Ed il divertimento va ben oltre il mordere un manicotto: lui lo lascia senza problemi a terra per seguire me, per "lavorare" con me, perché quel "gioco-lavoro" vale più di qualsiasi manicotto. C'è un punto del video in cui lo rinforzo senza manicotto: braccia aperte come a dire "ma sei forte !! Ma quanto sei bravo !!"...e lui salta, salta dall'euforia; i suoi occhi in quel momento sono quelli di chi non vorrebbe fare altro in quel momento. Ci siamo io e lui, il resto non conta, il resto non esiste. Auguro a chiunque abbia un cane di provare quello che si prova durante una sessione così di allenamento: una sorta di estasi che appaga, e come se appaga...ai miei allievi spesso dico: "se dopo un allenamento siete stanchi morti ed avete il fiatone vuol dire che avete fatto un buon lavoro". Ci vuole pazienza, bisogna imparare...imparare a lasciarsi andare, imparare ad essere guide nel gioco, ad essere più interessanti di qualsiasi altra cosa. Difficile, certo...ma volete mettere la soddisfazione nel vedere un cane che vi guarda come se pensasse "ma quanto mi diverto a lavorare con te !!". E mi vengono in mente quelle tristi sessioni di addestramento fatte di file di cani in riga come soldatini, tirati con guinzagli corti e collari a strozzo sotto le orecchie...costretti a stare vicini a chi vorrebbero invece vedere il più lontano possibile: è "controllo", dicono. Sapete una cosa ? Se è davvero così, non me ne faccio niente del "controllo". Il mio "controllo" è avere un cane che non desidera fare altro che fare cose con me, un cane per il quale anche le cose noiose diventano fantastiche per il solo fatto che sono fatte con me...non sopporto i cani con la testa bassa, i cani che "sopportano", i cani che "lo faccio perché non ho scelta"... quello non è addestramento, quello è rinuncia. Rinuncia ad essere bravi, ad apparire bravi agli occhi del proprio cane. Una famosa istruttrice americana, Sophia Yin, scriveva: "...make your message clear and interactions fun" (impara a comunicare in modo chiaro e rendi divertenti le interazioni con il tuo cane), ed ancora: "...the path to a positive relationship reuqires fitness, not force..." (il percorso verso una relazione positiva richiede abilità, non forza). Gia...abilità: provate a giocare con Tex, cinque minuti...potreste uscirne con le ossa rotte, e chi ha frequentato il nostro stage "Capitano, mio capitano !" lo sa bene. Essere abili costa fatica, bisogna imparare...ma voler imparare non è da tutti, alcuni preferiscono la via semplice della costrizione. Mi fanno tristezza, onestamente....semplicemente perché non sanno cosa si perdono...non sanno cosa significa vedere quegli occhi, sentire i lividi dell'emozione del proprio cane...Con Tex abbiamo lavorato su autocontrolli e "sganci" sul gioco, per gestire la sua carica, la sua energia...con altri cani lavoriamo "senza freni", senza regole del gioco...per aprire cani troppo abituati a chiedere "posso ?"...cani che non osano, cani imprigionati in decine di "no", di "basta", di "seduto"...liberate i vostri cani, rendeteli "discoli"...desiderate cani che osano, che provano, che hanno personalità, che si lasciano andare...che a volte fanno "cavolate" ma che danno tutto di loro stessi...quando vedrete quegli occhi ricordatevi che da quel momento il vostro cane farà qualsiasi cosa per voi, e lo farà con entusiasmo, con passione...di Tex dico spesso: "lui è un pazzo, è genio e sregolatezza...capace di cose favolose e magari di stupidate...". Voglio cani così. Costruite il "genio" nel vostro cane ma, vi prego, lasciategli la sregolatezza. I grandi campioni, in fondo, sono tutti così...

Ecco il link al video: https://youtu.be/TpfA6xp67Jo 

Una "tranquilla" passeggiata in paese

Prendo spunto da una lezione tenuta di recente, in una gelida serata di inizio Dicembre, per inaugurare questo blog. Vorrei provare ad esporre le mie idee, i miei pensieri, raccontando esperienze, storie, cercando di capire, io per primo, ed aiutare chi mi legge a capire, qualcosa di più di ciò che mi trovo ad osservare.

Valutazione di un cane a domicilio, o meglio, in passeggiata. Usciamo per il giro usuale che il nostro cane fa con la sua proprietaria; una passeggiata tra le vie del paese, un piccolo paese abitato da un buon numero di cani che troviamo, di tanto in tanto, ad aspettarci dietro le recinzioni dei loro giardini. Alcuni ci accolgono con abbaio, altri sono molto innervositi al punto di aggredirsi tra loro per sfogare la frustrazione di non poterci raggiungere;   altri ci guardano incuriositi, senza proferire abbaio. Il nostro cane è un soggetto molto insicuro che, spesso, nasconde la sua insicurezza dietro reazioni molto scenografiche ed intense. Un cane sicuro non ha bisogno di "urlare" per tenere lontano un potenziale pericolo, ma passa dritto, senza preoccuparsi troppo delle reazioni altrui. Il nostro cane invece no, se un suo simile da dietro la recinzione abbaia, lui risponde, si agita, tira...qualche secondo, poi finisce tutto, la proprietaria riesce a portarlo via senza eccessiva difficoltà. E, fin qui, tutto normale. Alcuni cani che solitamente il nostro cane e la proprietaria incontrano durante le loro passeggiate, però, questa sera non abbaiano oppure non sono proprio in giardino, magari tenuti in casa al calduccio dai loro proprietari. Lui conosce già, ormai, quali sono i cancelli dietro i quali probabilmente incontrerà un suo simile che, con buona probabilità, gli abbaierà. Ma qui il comportamento del nostro amico si fa strano: se il cane dietro la recinzione non abbaia oppure proprio non c'è, lui si ferma, immobile, e non c'è modo, per la proprietaria, di distoglierlo, per spostarlo. Come se aspettasse l'arrivo del cane, a qualche metro dal cancello o anche esattamente davanti ad esso: stressato, non accetta neanche gustosi bocconcini che possano convincerlo a spostarsi da li. La proprietaria non capisce il comportamento del suo cane e anche chi è con me mi chiede spiegazioni per un comportamento che pare davvero strano. 

Beh, per comprendere cosa accade al nostro amico dobbiamo avere bene presente i concetti di comportamento autorinforzante e di strategie antistress. Un comportamento è autorinforzante quanto il metterlo in atto consente al cane di ottenere un "rinforzo" interno, ovvero un miglioramento del proprio stato di benessere. L'equilibrio sensoriale che il cane ottiene emettendo quel comportamento è il vero, e unico, rinforzo dello stesso, perché permette al cane di abbassare lo stress ed ottenere un benessere immediato. Già...lo stress. Il cane si aspetta l'incontro con il suo simile dietro la recinzione, questa aspettativa lo stressa e cerca una soluzione, una via d'uscita al proprio stress. Ed ecco che qui torna in gioco il comportamento autorinforzante: andare al cancello ed abbaiare al proprio simile è l'unica strategia che il nostro amico conosce per uscire da questa situazione stressante. Il cane aspetta la possibilità di poter emettere questo comportamento, perché esso stesso è adattativo, ovvero funzionale al miglioramento del proprio stato interno, all'ottenimento dell'equilibrio sensoriale. Se il cane arriva, posso abbaiare e, subito dopo, stare bene...se non arriva, non ho via d'uscita, non ho modo di scaricare la mia tensione...non so fare altro, aspetto...

Capite bene quindi come in questo caso trascinare via il cane o, peggio ancora, punirlo, non faccia altro che mettere il cane in ulteriore difficoltà, abbandonarlo al proprio disagio, non comprendere le motivazioni del suo comportamento risultando ai suoi occhi non un aiuto, una figura di supporto, ma qualcuno che non è in grado di comprenderlo, qualcuno di cui non fidarsi. 

Aiutare questo cane significa cercare di conoscerlo, valutarlo, analizzarlo nei dettagli, osservare ogni suo comportamento in situazioni stressanti per trovare un comportamento differente che abbia, per il cane, lo stesso effetto benefico. Comprendo il tuo stress e ti aiuto, fornendoti un modo alternativo per uscirne, un modo che tu stesso mi hai fatto conoscere osservandoti. Ci vuole pazienza, tempo, voglia e capacità di osservare: non posso decidere io per il cane, non posso chiedere io un comportamento al cane che mi sia comodo: la caratteristica essenziale che quel comportamento deve avere è che deve essere in grado di funzionare esattamente come quell'abbaio davanti al cancello, ovvero garantire al cane di autorinforzarsi. E in questo, ogni cane è diverso da un altro, non c'è una regola, non ci sono standard...c'è solo analisi e comprensione del cane. 

Oltre a questo, ovviamente, aiutare questo cane significa anche fornirgli maggiore fiducia e maggiore capacità di relazionarsi positivamente con i propri simili, migliorare la sua comunicazione intraspecifica. 

La cosa fantastica del lavorare con i cani, in particolare con cani che hanno problemi, è accorgersi di come difronte ad un cane che si blocca davanti ad un cancello, si nasconda un mondo di emozioni, di stati d'animo, di riflessioni, di spunti, di idee. Ogni professionista ha il dovere di comprendere tutto questo per poter essere davvero un supporto valido per i proprietari affinché questi, a loro volta,  possano esserlo per i loro compagni a quattro zampe. 

BENVENUTI NEL NOSTRO BLOG !

Benvenuti nel nuovissimo blog della Scuola Cinofila BJ. In questo spazio verranno pubblicati articoli relativi a tematiche inerenti l'educazione, l'addestramento ed il comportamento del cane, oltre che storie di amici a quattro zampe con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare.